IN MONTAGNA
Per chi ama la montagna e le passeggiate tranquille, nessun problema per la scelta della lente, basta solo ricordarsi che le lenti semirigide si perdono con maggiore facilità durante i movimenti bruschi. Nel caso, invece, il soggetto fosse uno scalatore allora dovrà prestare attenzione particolare alle radiazioni ultraviolette ed alla riduzione della quantità di ossigeno tipica delle alte vette. Sarà sicuramente meglio utilizzare lenti a contatto morbide con filtro UV, meglio se “usa e getta” e, nel caso in cui fosse complicata la gestione della manutenzione a causa dei pernottamenti all’aperto e nelle grotte, chiedere all’oculista la possibilità una tantum di utilizzare lenti a contatto morbide a porto notturno. Le lenti a contatto con elevati valori di DK (capacità del materiale di trasmettere ossigeno) sono sempre indicate, poiché ad alte quote l’ossigeno si riduce notevolmente, per cui una lente idrofila Hema 38%, tradizionale, che in pianura non causa problemi, potrebbe divenire critica e causare problemi di scarsa ossigenazione corneale in montagna. Ricordarsi sempre di idratare la superficie oculare con lacrima artificiale monouso che reintegri lo strato acquoso del film lacrimale; meglio evitare soluzioni viscose che potrebbero ridurre la qualità visiva.