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Non sono le braccia corte: è la presbiopia

Marco Audagna
20 Ottobre 2026

Il messaggio arriva a cena, tra amici, e la scena si ripete sempre identica: il braccio si allunga, il telefono si allontana, la testa si inclina quel tanto che basta per leggere la prima riga. Qualcuno scherza sulle “braccia corte”, tu ridi insieme agli altri, ma la verità è un’altra ed è più semplice di quanto pensi: si chiama presbiopia, e non hai fatto niente di sbagliato. Arriva per tutti, prima o poi: in Italia riguarda circa 28 milioni di persone, quasi un italiano su due. E tornare a leggere senza allontanare nulla è più facile di quanto immagini.

Cos’è la presbiopia (e cosa non è)

Dentro l’occhio c’è una piccola lente naturale, il cristallino, che cambia forma per mettere a fuoco da vicino. Con gli anni si fa meno elastica, e le lettere piccole cominciano a sfuggire: per leggerle bene viene naturale allontanarle. Ecco la presbiopia. Non è una malattia, non è un campanello d’allarme: è un cambiamento che arriva per tutti, anche per chi ha sempre avuto una vista perfetta.

È la prima tappa di un percorso che la vista fa con l’età, e la buona notizia è che si corregge bene, con le lenti giuste. Più avanti possono arrivare altri cambiamenti, come il bisogno di più luce o l’abbagliamento più fastidioso, che le lenti da sole non bastano a risolvere: è quella che chiamiamo vista fragile, e ne abbiamo parlato per la Giornata Mondiale della Vista.

A che età arriva, e come te ne accorgi

Di solito si fa sentire dopo i 40 anni, cresce piano piano e si stabilizza verso i 65. All’inizio i segnali sono piccoli, ed è proprio per questo che si tende a ignorarli:

  • allontani il telefono, il libro o il menu al ristorante per mettere a fuoco;
  • leggere ti stanca più di prima, soprattutto in serata;
  • la luce non ti sembra mai abbastanza (succede davvero, e te ne parleremo nel prossimo articolo);
  • gli ingredienti sull’etichetta, il prezzo sullo scaffale, l’ago da infilare diventano una piccola sfida quotidiana.

“Ho solo 40 anni!” E se sono già miope?

Capita spesso di stupirsi: si pensa alla presbiopia come una cosa da nonni, e invece tra i 40 e i 45 anni è del tutto normale che inizi. Oggi ce ne accorgiamo prima perché passiamo la giornata incollati a schermi piccoli, tra telefono e computer: non ci sono prove che questo faccia arrivare la presbiopia prima, ma di sicuro la fa notare prima. Se poi a fine giornata gli occhi sono stanchi anche con gli occhiali giusti, la causa può essere un’altra, e ne parleremo presto.

Chi è miope spesso scopre un trucco: si toglie gli occhiali e legge benissimo da vicino. Funziona, fino a un certo punto: vuol dire togliere e rimettere gli occhiali decine di volte al giorno, e vedere bene solo a una distanza precisa. La presbiopia non cancella miopia, astigmatismo o ipermetropia: si somma. Per questo la soluzione giusta si studia guardando tutta la tua vista, non solo la lettura.

Un occhiale solo non basta per tutto

Leggere un romanzo a letto, lavorare al computer, seguire una ricetta ai fornelli, controllare il navigatore in auto: ogni momento della giornata chiede la sua distanza, e la sua soluzione. Le principali sono quattro.

  • Occhiali da lettura su misura, con la gradazione giusta per ciascun occhio, per chi legge o lavora da vicino a lungo.
  • Lenti progressive, un solo occhiale per vedere bene da lontano, a media distanza e da vicino, senza righe a metà lente. I primi giorni servono ad abituarsi, poi diventano un gesto naturale, quasi non ci pensi più.
  • Lenti per computer e ufficio, pensate per chi passa molte ore alla stessa distanza dallo schermo.
  • Lenti a contatto multifocali, per chi vuole vedere bene da lontano e da vicino senza occhiali, nello sport o quando preferisce farne a meno.

Spesso la risposta migliore è una combinazione: le progressive per la giornata, un occhiale dedicato alle ore al computer, magari le lenti a contatto per il weekend. Se vuoi saperne di più sulle progressive su misura, trovi tutto nella nostra guida alle lenti progressive.

Gli occhiali da lettura della farmacia rovinano la vista?

No, non la rovinano. Ma sono l’esatto opposto di quello che abbiamo appena detto: la stessa lente per tutti e per tutto. Hanno la stessa gradazione su entrambi gli occhi anche se i tuoi sono diversi, non correggono l’astigmatismo, e la distanza di lettura è standard, non necessariamente la tua. Per leggere il menu una sera possono bastare. Come occhiale di tutti i giorni, invece, rischiano di stancarti più del dovuto. Un paio nel cassetto va benissimo, ma per le ore vere di lettura o di lavoro meglio qualcosa fatto su misura per te.

Da Poliottica partiamo da come vivi la tua giornata

Non devi sapere già quale lente fa per te: ci pensiamo noi. Ti chiediamo come passi le giornate, dove leggi di più, quanto tempo stai al computer, com’è illuminata la casa. Misuriamo la vista e ti facciamo provare poche soluzioni, scelte su misura, con il telefono, il libro che stai leggendo o il lavoro a maglia in mano: le proviamo sulla tua vita vera, non su una tabella.

E scegliere il primo occhiale da vicino può diventare un piccolo piacere, non un segno del tempo che passa: una montatura che ti somiglia, che valorizza il viso, che hai voglia di indossare ogni giorno.

Fino al 31 ottobre, poi, chi sceglie lenti nuove con i nostri antiriflesso top può portare con sé un amico e regalargli fino a 100 euro di sconto sulle lenti progressive, con la promozione Porta un amico.

Torna a leggere senza pensarci

Prova a immaginarlo: il prossimo messaggio lo leggi con il telefono dove lo tieni sempre, il braccio rilassato, le parole nitide al primo sguardo. Niente occhiali da cercare in borsa, niente “leggimelo tu” da chiedere a qualcuno. Sembra un dettaglio, ma è uno di quei dettagli che rendono le giornate più leggere. Prenota il tuo controllo della vista con un clic, o passa a trovarci da Poliottica a Imperia: troviamo insieme la soluzione giusta per ogni momento della tua giornata, e magari anche la montatura che aspettavi da tempo.

Marco Audagna

Marco Audagna

Marco Audagna, erede di una prestigiosa tradizione familiare nel settore ottico, segue con passione le orme di Marcello Audagna, suo padre e co-fondatore di Poliottica. Forte di oltre tre decenni di esperienza, Marco si distingue come socio e C.T.O. (Chief Technology Officer) dell'azienda, incarnando l'equilibrio perfetto tra innovazione e tradizione. La sua guida assicura che Poliottica continui a offrire servizi ottici all'avanguardia, rafforzando l'eccellenza e la fiducia che da sempre caratterizzano il nome della sua famiglia.