Solo gocce per correggere la cataratta?

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LUGLIO, 2015

Benessere visivo
Salute

Articolo originale: Focus.it

Uno studio apre la prospettiva del trattamento farmacologico al posto dell’intervento chirurgico per intervenire su uno dei disturbi della vista più diffusi e tipici dell’età.

Sarà un giorno possibile trattare la cataratta e restituire una vista limpida con un semplice collirio? È la potenziale strada aperta da uno studio che ha identificato una molecola in grado di restituire trasparenza al cristallino. Per ora il trattamento è stato sperimentato soltanto su animali, cani affetti da una forma di cataratta congenita, ed ha dato buoni risultati.

“MUTAZIONE”
I ricercatori, di centri di ricerca cinesi e americani, sono partiti dall’identificazione di una particolare mutazione genica nei membri di alcune famiglie colpite da una grave forma di cataratta congenita. Gli scienziati hanno trovato una particolare mutazione del gene che codifica un enzima chiamato lanosterolo sintasi. Questo enzima prodotto nel cristallino avvia a sua volta la produzione del lanosterolo, molecola che, con meccanismi ancora non completamente chiari, svolge un ruolo importante nell’impedire la cataratta.

Differenza tra occhio sano e occhio colpito da cataratta.

IN FUTURO
Oggi l’intervento di rimozione e sostituzione del cristallino per correggere la cataratta è uno dei più eseguiti al mondo, e ci si aspetta che con l’invecchiamento della popolazione il numero delle operazioni raddoppierà in vent’anni. E, nonostante abbia raggiunto notevoli livelli di precisione e sicurezza, rimane pur sempre una piccola operazione chirurgica, con possibili effetti collaterali. Per questo la prospettiva di trattare la cataratta con un trattamento farmacologico a base di gocce oculari viene visto come una prospettiva interessante.

ANTI-AGGREGAZIONE
I ricercatori hanno verificato il ruolo del lanosterolo somministrando l’enzima in gocce ad alcuni cani affetti da cataratta, che è notevolmente migliorata. L’ipotesi è che questo enzima faccia regredire la tipica aggregazione delle proteine in fibrille che dà luogo al fenomeno della cataratta. La versione mutata della proteina, invece, identificata nei casi di cataratta congenita, non riuscirebbe a svolgere questa funzione.

CHE COS’È LA CATARATTA
Questo disturbo, nelle sue forme non congenite, è tipico dell’età avanzata. In pratica consiste nella progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale dell’occhio, costituito da proteine trasparenti chiamate alpha-cristalline e beta-cristalline. Con l’età, queste proteine si ossidano, il cristallino si opacizza, e la visione diviene offuscata fino a portare nei casi più gravi, alla cecità vera e propria.

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Articolo di Focus.it